Si pubblica la nota del Consiglio Federale, riunito in seduta straordinaria l’8 aprile 2022, in merito all’articolo pubblicato sul “Corriere della Sera” il 2 aprile 2022 a firma Marco Bonarrigo.

Di seguito la nota completa inviata anche al quotidiano e al giornalista.

Il Consiglio Federale della Federazione Italiana Pentathlon Moderno, a seguito dei violenti ed infondati attacchi nei confronti della FIPM pubblicati in data 2 aprile 2022 sul quotidiano “Corriere della Sera” nell’articolo dal titolo “Spese pazze e atleti fantasma Bufera sul pentathlon tricolore”, e sul sito “Corriere.it” dal titolo “Pentathlon: condannato l’ex presidente, spese folli, società fantasma, 40mila euro spariti”, a firma del giornalista Marco Bonarrigo, poi ripresi anche da altri siti internet, ritiene necessario ristabilire la verità dei fatti e rappresentare ai propri affiliati, tesserati ed in generale a tutto il movimento, come la nuova gestione federale stia andando nella direzione diametralmente opposta rispetto a quella descritta negli articoli sopracitati.

La volontà di screditare l’attuale gestione federale appare evidente ed è facilmente desumibile dal collegamento strumentale tra una notizia vera, come la condanna dell’ex Presidente della FIPM Lucio Felicita (in carica fino al 2013), ed altre, niente affatto vere, cercando di inoculare nel lettore la convinzione che nulla sia cambiato, quando invece la mission che si è posta questo Consiglio, attraverso le riforme di cui si dirà a breve, è proprio quella di liberare il movimento da scandali e querelle giudiziarie del recente passato.

In merito alle numerose notizie oggettivamente prove di fondamento che si leggono nell’articolo indicato, si chiarisce che:

– Numeri alla mano, gli atleti militari (ovvero dipendenti dei Gruppi sportivi militari) sono 25 e non 40 come rappresentato nell’articolo, mentre gli atleti in attività di livello internazionale, ossia quelli che hanno partecipato a Campionati del Mondo, Europei ed Olimpiadi, sono 43 a fronte degli 11 indicati sempre dal giornalista.

– Per quanto concerne, poi, il presunto ammanco di 40 mila euro, in parte “trovati in monetine”, appare necessario chiarire che, proprio a seguito delle medesime accuse formulate strumentalmente subito prima delle elezioni federali del gennaio 2021, il primo atto formale operato dal Presidente, con delibera presidenziale del 1 febbraio 2021, è stato quello di disporre una due diligence, finalizzata a ricostruire l’intera contabilità del Centro sportivo federale diPesaro, sin dalla sua inaugurazione avvenuta nel gennaio 2018; l’esito della verifica contabile, poi riesaminata dai revisori dei conti e dalla società di revisione contabile, certificatrice del bilancio, è stato positivo, non evidenziando alcun ammanco di cassa. Le presunte “monetine” alle quali si riferisce l’articolo non sono altro che parte dei ricavi derivanti dall’utilizzo da parte dell’utenza di phon che per ovvi motivi non potevano che essere, del tutto legittimamente, in quella forma.

– Con riferimento al doppio commissariamento disposto dal Coni e richiamato nell’articolo, occorre rilevare che il primo risale al 2013 ed è stato diretta conseguenza di un non corretto svolgimento dell’Assemblea Elettiva, mentre il secondo, avvenuto quasi 10 anni dopo, si è reso necessario a seguito delle dimissioni, per motivi personali, dell’ex Presidente Valter Magini, poi purtroppo venuto a mancare dopo un paio di mesi. Entrambi pertanto sono stati commissariamenti, di brevissima durata, “obbligatori e necessari” per la reggenza della Federazione fino all’indizione della successiva Assemblea Elettiva da parte del Commissario nominato e nulla hanno avuto a che fare con le vicende richiamate dall’articolista. In ogni caso nessuno di questi eventi può essere addebitato o imputato all’attuale gestione.

– Con riferimento alla presunta creazione artificiosa di società finalizzate all’ottenimento di maggior consenso elettorale, risulta anch’essa infondata, posto che, l’articolista, dovrebbe ben sapere che dopo più di vent’anni nei quali la Federazione è stata governata mediante un sistema assembleare nel quale ogni associazione valeva “uno”, ovvero come le altre, a prescindere da numero di atleti e risultati (ciò che favoriva ovviamente il sistema delle società fittizie), nel 2019 è stato nuovamente inserito il voto ponderato, attraverso il quale ogni società affiliata vale in proporzione al numero ed alla qualità dei risultati ottenuti dai propri atleti nelle più importanti competizioni nazionali. Questa riforma, fortissimamente voluta dalla attuale dirigenza e votata all’unanimità dall’Assemblea Straordinaria, ha eliminato in radice la possibilità di concedere “maggioranze pre-costituite” attraverso l’utilizzo di realtà che con lo sport praticato hanno poco a che fare. Non solo, nel mese di dicembre ultimo scorso è stata emanata dalla Segreteria Generale, la nuova circolare per le affiliazioni e riaffiliazioni per l’anno in corso, che premia fortemente le società che abbiano raggiunto risultati sportivi di rilievo, penalizzando le associazioni inerti, così fungendo da volano per l’aumento di una sana competizione sportiva interna.

– Nel raggiungimento di tali obiettivi, appare paradigmatica la distribuzione da parte dello scrivente Consiglio Federale, nelle ultime due stagioni (2021 e 2022), di contributi per complessivi 450 mila euro, direttamente destinati alle associazioni affiliate, esclusivamente in base ai risultati di alto livello ottenuti, attraverso la graduatoria del c.d. ranking societario. Cosa mai avvenuta nel recente passato. Inoltre, per la prima volta sono stati istituiti anche premi per il rendimento per gli atleti attraverso criteri prestazionali di risultato, nelle competizioni ufficiali nazionali ed internazionali, oltre a borse di studio per risultati sportivi e scolastici, per un importo complessivo pari ad oltre 200.000 euro.

– Il riferimento ai compensi elargiti a determinate famiglie, oltre a richiamare una terminologia utilizzata in ben altri contesti, appare destituito di qualunque fondamento, posto che tutti i soggetti che attualmente collaborano con la Federazione sono stati selezionati sulla base di comprovati requisiti di competenza e capacità, maturati nel corso di tanti anni di attività. Peraltro, trattandosi di uno sport “di nicchia” è facile che ci siano intere famiglie appassionate e coinvolte nel movimento.

– Ulteriore suggestione ed inesattezza riportata nell’articolo è rappresentata dai presunti costi di 11.000 euro per l’arredamento della stanza del Presidente, peraltro falsamente indicato come primo atto di gestione al momento della nomina. L’arredo della stanza presidenziale (dal costo complessivo di 5.800 euro) rientra in una spesa totale ben maggiore (circa 140.000 euro) da inquadrare in una ristrutturazione completa della sede Federale che ha una superfice di oltre 400 metri quadrati e una quindicina di ambienti fra uffici e stanze, compresa quella Presidenziale. Tale ristrutturazione si è resa necessaria dopo circa 30 anni dall’ultima effettuata, esclusivamente per lo stato di fatiscenza in cui versavano gli ambienti stessi e, soprattutto, perché i medesimi non erano a norma rispetto a quanto previsto in tema di sicurezza sul lavoro dal D.Lvo n.81/2008, così come evidenziato nella relazione del responsabile della sicurezza. Occorre, poi, per amor di verità, specificare che non si è assolutamente trattato del primo atto di gestione (che come sopra riportato è stata la due diligence sul centro di Pesaro), bensì la delibera n. 244 del 12 agosto 2021, a circa otto mesi dal conferimento del mandato.

– Da ultimo, anche tutte le affermazioni relative ai centri di Pesaro e Montelibretti sono palesemente false e tendenziose, in quanto l’attuale dirigenza per la prima volta (l’ultimo accordo per la gestione dell’impianto di Montelibretti tra Demanio e Coni risaliva al 1969) si sta spendendo per concludere un accordo con l’agenzia del Demanio (si badi bene Civile e non Militare come scritto nell’articolo) che possa finalmente emettere un titolo stabile per la concessione e l’utilizzo dell’area che, allo stato, ancora una volta contrariamente a quanto scritto dall’articolista, è tutt’altro che gratuito, posto che la Federazione sta provvedendo al pagamento di tutti i canoni pregressi. Il Centro, peraltro, oltre ad essere preposto agli allenamenti degli atleti di alto livello e per le competizioni di livello nazionale, viene utilizzato dalle società della Sabina (quelle indicate nell’articolo come “inesistenti”) che pagano regolarmente l’utilizzo degli spazi per il nuoto, il laser run e la scherma per la preparazione dei propri atleti. Sul centro di Pesaro, poi sono in corso di definizione gli accordi con il Comune e la società Vuelle per la gestione dell’impianto ed uno spazio garantito alla Federazione per formare i propri atleti, sulla base di una procedura ad evidenza pubblica espletata dallo stesso Comune di Pesaro. Una situazione che definisce annose questioni, in palese contrasto con la condizione “disastrosa” rappresentata dall’articolo.

La FIPM, attraverso il suo Presidente ed il Consiglio Federale tutto, auspica che i chiarimenti forniti inducano chi ha pubblicato delle affermazioni così infamanti ed infondate, nonché tutti coloro che hanno espresso giudizi prematuri e superficiali sui vari social media, a rivedere la propria posizione e a dare adeguato spazio alla diffusione, con analoga efficacia, delle precisazioni e dei dati fattuali e documentali riportati nella presente nota.

La FIPM altresì, si rende disponibile a confronti trasparenti e costruttivi, anche sull’operato del Presidente e del Consiglio Federale attualmente in carica, finalizzati a meglio comunicare anche all’esterno i contenuti del profondo cambiamento in atto della struttura federale.

Tuttavia, qualora l’auspicio e la disponibilità testé manifestata non dovessero essere accolti nel senso di ripristinare la verità dei fatti e correggere le false informazioni ingiustamente divulgate, la Federazione si vedrà costretta a tutelare la propria immagine ed onorabilità, nonché quella di chi la rappresenta, nelle opportune sedi giudiziarie.

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