Ancora non si è spenta l’eco del successo continentale della squadra femminile italiana. Le tre campionesse, le sorelle Aurora e Francesca Tognetti e Irene Prampolini, tutte e tre atlete della Sabina formatesi nei Centri Federali della FIPM, tornate da San Pietroburgo si dicono ancora emozionate per il successo ottenuto. Due medaglie il bottino conquistato in Russia, che vanno ad arricchire il medagliere italiano in questa parte di stagione che ancora ha molto da offrire, visto che ora sono in programma i Campionati del Mondo delle varie categorie. Oggi abbiamo incontrato le tre azzurre insieme ai loro tecnici Ivan Lo Giudice e Gabriele Macioce chiedendogli cosa ne pensano del loro successo.

Partiamo da Francesca Tognetti, bronzo individuale e oro a squadre. Francesca, sei più delusa dall’argento sfumato per un soffio o contenta per la medaglia, la prima della tua carriera?

“In effetti sono ancora molto arrabbiata perché a 50 metri dall’arrivo mi sono voltata e ho visto la Summers indietro di almeno 10 metri, quindi ho proseguito in scioltezza accorgendomi del suo sorpasso solo una volta tagliato il traguardo. Insomma, c’è un pò di rammarico, anche se poi una volta salita sul podio la gioia ha prevalso. Quando poi siamo salite per ricevere la medaglia d’oro e ho sentito l’inno italiano l’emozione ha preso il sopravvento, le gambe mi tremavano e ho pensato solo all’impresa compiuta con Aurora e Irene. Cosa mi ha lasciato questo successo? Ha innalzato la mia autostima, visto che in campo nazionale non ho ottenuto grandi risultati quest’anno, e mi ha fatto capire che sono sulla buona strada”.

 

Passiamo alla più piccola delle tre campionesse, Aurora Tognetti.

Aurora, dopo l’argento agli Europei Youth B di Minsk del 14 giugno scorso, sei riuscita a vincere l’oro a squadre a quelli Youth A: soddisfatta di questo momento d’oro?

“Beh, decisamente, anche se devo dire che per questa gara ho qualcosa da recriminare a me stessa. L’ottavo posto individuale non mi soddisfa perché so che avrei potuto fare meglio, ma non sono stata in grado di affrontare il combined come ho nelle corde. Spero di stampare la prestazione giusta ai prossimi Mondiali, per rifarmi. Comunque vincere un oro è qualcosa di unico perché l’inno ti emoziona, e poi sono felice per mia sorella che ha vinto un bronzo meritatissimo”.

 

E poi Irene Prampolini, che ora dovrà affrontare due Campionati del Mondo, quello junior e quello Youth A.

Irene, è il tuo primo successo internazionale: cosa hai provato quando hai realizzato di aver vinto e ora cosa ti aspetti per il futuro?

“La vittoria è stata una cosa davvero emozionante: salita sul podio non riuscivo nemmeno a cantare l’inno. Rappresentare il proprio Paese è qualcosa che ti dà una gioia unica. Il futuro? Beh, vincere un oro ti dà molta fiducia nei tuoi mezzi e per una come me che pratica pentathlon da quando sono una bambina è molto importante acquisire sicurezza perché ti fa capire che hai scelto lo sport giusto. Insomma, ora sempre di più sono convinta che è questo che voglio fare nella vita. Comunque faccio un passo per volta, ora penso agli imminenti Campionati del Mondo junior dove mi sono posta l’obiettivo di entrare in finale. Se riuscirò a centrarlo poi potrò dire la mia visto che la prova di equitazione è il mio punto di forza”.

 

Infine sentiamo i due tecnici Ivan Lo Giudice e Gabriele Macioce, che seguono le tre azzurre sin da quando sono ragazzine.

“Queste atlete – dicono all’unisono – lavorano con noi da sei anni. Le abbiamo tirate su con passione e vederle sul gradino più alto del podio ci ripaga di tutto il lavoro fatto con loro. Speriamo sia solo il primo di tanti successi, ma ne siamo convinti visto che negli ultimi tre anni abbiamo iniziato ad avvicinarci a tante altre Nazioni che per anni erano distanti anni luce in quanto a risultati”.

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