Il Pentathlon moderno è uno sport composto da cinque differenti discipline sportive. Viene considerato una prova di abilità sportiva a tutto tondo. I concorrenti che intendono salire sul podio devono infatti superare i loro avversari nella scherma, nel nuoto, nell’equitazione, nella corsa e nel tiro.

Le curiosità nelle 5 discipline praticate nel Pentathlon

 

Il Pentathlon è una competizione che combina diverse discipline, in cui i punteggi finali rappresentano l’aggregazione dei punteggi di nuoto, scherma, equitazione e laser run, ovvero corsa e tiro combinato. Richiede agli atleti il possesso di eccellenti qualità atletiche, tra cui resistenza cardiovascolare, agilità, potenza e forza muscolare.

È ideale per tutti coloro che cercano di mantenersi attivi praticando uno sport unico, tecnico e diversificato.

Con 5 discipline molto diverse sulle quali allenarsi e competere, c’è bisogno di qualità fisiche non comuni e capacità di adattamento. Sicuramente è lo sport indicato per chi non vuole annoiarsi!

A seguire alcune curiosità sulle 5 discipline praticate nel Pentathlon.

Corsa: l’unica disciplina mutuata dall’antico Pentathlon

La corsa è l’unica disciplina mutuata dall’antico Pentathlon e presente ancora oggi nel pentathlon moderno. Nell’antico Pentathlon olimpico le 5 competizioni che si svolgevano in un giorno erano: una corsa piuttosto breve su una distanza di poco inferiore ai 200 metri, il lancio del giavellotto, il lancio del disco, il salto in lungo e la lotta, la quale chiudeva le gare.

Successivamente furono modificate le distanze da percorrere di corsa, introducendo la media distanza, pari a 384 , 54, nella quattordicesima olimpiade tenutasi nel 724 a.C. e la lunga distanza, compresa fra i 1346 metri e i 4615 metri.

Ma perché la corsa è una disciplina così importante, tanto da essere presente sia nell’antico Pentathlon che nel Pentathlon moderno? Tutt’oggi si sostiene che la corsa sulla lunga distanza sia uno sport da mettere in relazione con la guerra. Nella guerra combattuta in Arcadia un messaggero fu inviato in Grecia, ma la strada da percorrere era costituita da un aspro sentiero di montagna così accidentato che i cavalli erano inutilizzabili. Così il messaggero dovette percorrere l’intero tragitto di corsa facendo appello a tutte le sue forze. Da qui iniziarono ad essere introdotte le gare sulla lunga distanza.

Dopo tutto, la corsa è il più antico evento sportivo, ma soprattutto è alla base di ogni gara di atletica. Il comune denominatore di ogni disciplina di atletica è proprio la corsa. I salti in lungo, i salti in alto e i salti con l’asta sono possibili perché sfruttano l’energia cinetica della corsa.

Curiosità sulle gare di corsa con tiro a pistola laser

Le pistole laser hanno trasformato la dinamica del Pentathlon. La gara di corsa con tiro era tradizionalmente una competizione lenta e metodica, finché ai giochi olimpici nel 2012 le pistole laser non hanno fatto il loro debutto.

Le pistole laser sono più sicure permettendo agli spettatori di avvicinarsi al campo di gara. Esse hanno letteralmente stravolto questa competizione consentendo agli organizzatori di “fondere” le discipline di corsa e tiro in un evento combinato.

Nel Pentathlon moderno c’è il Laser Run, una competizione spettacolare e avvincente che richiede resistenza e precisione. I pentatleti fanno un percorso di 800 metri ripetendolo per 4 volte, al termine di ogni percorso li aspetta una sessione di tiro nella quale devono fare 5 centri da una distanza di 10 metri e nel tempo massimo di 50 secondi, con un numero illimitato di colpi.

All’inizio è stata dura far digerire questa novità: per un atleta d’élite anche un piccolo cambiamento può essere sconvolgente. Come infatti avviene in molti sport, ciascun atleta utilizzava la propria attrezzatura personale ed ognuno era abituato a tirare con la propria pistola.

Nella gara di equitazione cavallo e cavaliere non si conoscono

Gli atleti gareggiano affrontando gli ostacoli su cavalli forniti dagli organizzatori a seguito di un sorteggio casuale. Per il riscaldamento e la preparazione, ma soprattutto per familiarizzare con il cavallo sorteggiato, gli atleti sono autorizzati a cavalcare l’animale loro assegnato solamente per 20 minuti e possono eseguire un massimo di 5 salti di prova nell’arena di riscaldamento attrezzata per lo scopo.

Ai pentatleti, quindi, sono concessi appena 20 minuti per ispezionare il percorso di gara e per conoscere il cavallo con il quale dovranno eseguire la prova di equitazione.

Si tratta di una difficoltà in più che si aggiunge alla performance. Nelle normali gare di equitazione cavallo e cavaliere si conoscono perfettamente perché si sono allenati insieme per anni, raggiungendo quella sintonia necessaria per superare gli ostacoli nel minor tempo possibile. Nel pentathlon moderno, invece, questa possibilità non esiste per cui si assiste spesso alla difficoltà dell’atleta di condurre il cavallo come vorrebbe, con scene di rifiuto di saltare l’ostacolo o di abbandono del campo di gara da parte dell’animale.

Lo svedese Lasse Hall vinse la prima delle sue due medaglie d’oro individuali nel 1952, ma fu baciato dalla fortuna: il cavallo che gli fu inizialmente assegnato si azzoppò, quindi si procedette con un nuovo sorteggio e questo gli assegnò il miglior cavallo della competizione!

Alcune federazioni internazionali hanno una visione critica dell’equitazione così come ancora concepita nel Pentathlon moderno. Secondo la loro concezione di equitazione, è la partnership tra il cavaliere ed il cavallo che conta, l’animale non può essere considerato semplicemente come parte dell’equipaggiamento sportivo.

La nuotatrice statunitense Sheila Taormina fu un vero fenomeno in vasca

Nel 1996 l’atleta statunitense vinse la medaglia d’oro nella staffetta di nuoto e nel 2000 e 2004 gareggiò nel Triathlon cimentandosi così nel nuoto, ciclismo e corsa.

Nel 2008 partecipò a Pechino alla sua quarta Olimpiade, cambiando di nuovo specialità e partecipando questa volta al Pentathlon moderno, vincendo due competizioni, ovviamente il nuoto e poi l’equitazione. Si aggiudicò però solo 4 dei suoi 35 incontri nella scherma.

La partecipazione di Sheila Taormina al Pentathlon moderno a Pechino ha battuto due record: oltre ai suoi molteplici successi sportivi, è stata a 39 anni la concorrente più anziana di sempre nel Pentathlon moderno olimpico.

La “truffa olimpica” di Boris Onischenko

Il pentatleta sovietico Boris Onischenko fu protagonista in negativo nella gara di scherma delle olimpiadi del 1976 a Montréal.

Questo atleta nella scherma era considerato un titano: aveva vinto un campionato del mondo ed una medaglia d’argento olimpica. A Montréal però si macchiò di un’infamia gravissima, che molti ancora oggi non riescono a spiegarsi, visto il valore assoluto dell’atleta. Mai alle Olimpiadi si era vista una scorrettezza simile, originale, audace ed antisportiva, come quella perpetrata dal sovietico con una spada appositamente manomessa.

Nell’impugnatura della sua spada aveva praticato un foro, nascosto abilmente da una copertura in camoscio aderente ed all’interno di essa aveva celato un pulsante di metallo. L’atleta sovietico doveva semplicemente premere il pulsante con il mignolo per chiudere il circuito elettrico e far accendere la luce, senza che fosse necessario alcun tocco. Avrebbe potuto così registrare impunemente a suo favore qualsiasi stoccata ed aggiudicarsi tutte le gare senza sforzo.

L’atleta fu scoperto a seguito di un controllo sulla sua spada che scaturì dopo la protesta ufficiale del team inglese. Gli inglesi, infatti, si erano accorti durante gli incontri che al sovietico venivano assegnate le stoccate pur senza toccare materialmente gli avversari. La truffa di Onischenko fu ingegnosa, denotava un’eccellente padronanza dell’elettronica.

“Era unico”, dice lo storico delle olimpiadi Bill Mallon. “Quasi tutti gli altri imbrogli erano legati al doping, qualcuno all’identità di genere, ma non si erano mai viste attrezzature truccate”. Naturalmente Onischenko fu squalificato ed allontanato immediatamente dalle Olimpiadi.