Settima puntata di “Road to Kaohsiung”, rubrica dedicata ai sette pentatleti azzurri che parteciperanno ai Campionati del Mondo che inizieranno il 21 agosto a Taiwan. Sotto i riflettori stavolta c’è Riccardo De Luca, 27enne romano del CS Carabinieri, primo e unico campione europeo azzurro di sempre in campo maschile e campione del mondo a squadre in carica.

 

Come ti sei preparato dopo l’Europeo?

Dopo la gara non mi sono mai fermato. Ho fatto solo un paio di giorni di allenamento blando, poi siccome la preparazione per l’Europeo era andata molto bene, e per questo ringrazio in particolar modo Eric Del Bianco che mi ha seguito con costanza in tutto questo periodo, ho rifatto la stessa tipologia di lavoro, con carichi di lavoro in palestra pesanti e fasi di scarico. Avendo avuto una settimana in più rispetto all’Europeo per preparare il Mondiale, devo dire che il risultato è stato ottimo”.

Dunque ti senti carico per il Mondiale?

“Fisiologicamente mi sento molto bene, insomma la forma c’è eccome, e a livello psicologico mi sento molto determinato. Dopo le Olimpiadi di Londra ho mollato un pò con la testa, infatti quest’anno in Coppa del Mondo non sono andato bene. In effetti ero stanco perché non mi fermavo da tempo. Poi con il mio gruppo sportivo, i Carabinieri, avevamo stabilito che il Mondiale e l’Eiropeo erano le gare da preparare al meglio. Ma soprattutto l’evento iridato era quello su cui puntavamo, così ho finalizzato tutto su questa gara arrivandoci nelle condizioni migliori”.

A cosa punti?

“Beh, sono rimasto a Roma sempre al chiodo in questo periodo, sacrificandomi per centrare un risultato importante, che fosse la medaglia individuale o quella a squadre”.

Ecco, appunto, senti la responsabilità di difendere il titolo a squadre?

“Più che la responsabilità si tratta di soddisfazione personale. Al Mondiale ciascun atleta gareggia per sè, poi se viene il risultato con la squadra ovvio che si è felici. Comunque tutti noi stiamo bene quindi ci speriamo in un bis”.

Dopo i Mondiali cosa farai?

“Anche io farò parte del gruppo di atleti che girerà l’Asia in lungo e largo per quasi un mese”.

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