La Federazione ha annunciato da poco l’avvento di un nuovo format di gara. Ma in cosa consiste? Cosa è cambiato rispetto al format tradizionale seguito nelle gare finora disputate?

Per rispondere a queste domande abbiamo intervistato Andrea Valentini, una delle principali figure di riferimento per la Federazione Italiana Pentathlon Moderno. Ecco cosa ci ha rivelato.

Ciao Andrea, grazie per averci concesso questa intervista così importante. Intanto parlaci di te: qual è il tuo CV da pentatleta e il tuo ruolo attuale nella Federazione?

Ciao, grazie a voi. Sono un ispettore di Polizia Penitenziaria, presso la quale ricopro il ruolo di Direttore Tecnico della sezione scherma delle Fiamme Azzurre, con 1 medaglia olimpica e 5 medaglie ai mondiali assoluti. Sono un tecnico di 4° livello europeo di Pentathlon Moderno, Maestro di scherma, preparatore fisico, docente di Teoria e Metodologia dell’allenamento e dell’insegnamento per la Fis.
Come atleta ho partecipato a due Olimpiadi: Atene 2004 (19° classificato) e Pechino 2008 (17° classificato). Ho ottenuto il secondo posto del ranking mondiale assoluto nel 2003 e il 1° a marzo 2004. Ho anche il titolo di Vice Campione Europeo 2003 e sono stato 5 volte campione Italiano Assoluto.

A livello direzionale sono stato Responsabile della nazionale under 17 di Pentathlon Moderno dal 2014 al 2021 (17 medaglie ai Campionati Europei di cui 6 titoli continentali), Responsabile della nazionale under 19 di Pentathlon Moderno dal 2017 al 2021 (12 medaglie agli Europei di cui 6 ori, 8 medaglie vinte ai campionati del Mondo di cui 6 d’oro) e Responsabile della nazionale Juniores di Pentathlon Moderno da agosto 2017 al 2021 (8 medaglie agli Europei, 12 medaglie ai Mondiali di cui 5 ori).

In più, attualmente ricopro il ruolo di Direttore Tecnico della nazionale di Pentathlon Moderno.

 

Il tuo curriculum è davvero impressionante! Sicuramente sei la persona più indicata per spiegare ai nostri lettori in cosa consiste il nuovo format di Gara e quali sono le novità!

Il nuovo format, previsto per 36 atleti (il numero di partecipanti alle olimpiadi), prevede due semifinali di 18 atleti e una finale a 18 atleti. Dopo un riscaldamento generale di circa 50 minuti, si inizia con l’equitazione, poi si effettua il bonus round di scherma (una prova molto rapida a eliminazione, dove ogni atleta incontra colui che lo precede nella classifica del torneo all’italiana effettuato il giorno precedente), quindi si svolge la prova di nuoto e poi si chiude con il laser-run. Tra una prova e l’altra si ha un intervallo di 15 minuti, in modo tale da lasciare il tempo agli atleti di spostarsi e cambiarsi.

 

Davvero interessante. Ma tutti noi ci chiediamo perché si è giunti a questa novità, da cosa è scaturita l’esigenza di dover modificare il format tradizionale delle gare del pentathlon?

Il nuovo format è stato ideato per avere un migliore impatto televisivo: la gara da 6-8 ore si riduce a soli 90 minuti totali. L’esigenza di ridurre la durata della gara è stata sollevata per decenni: pensate che negli anni ’80 una gara di Pentathlon durava ben 4 giorni! Poi dal 1993 si è passati alla formula one-day, con tutte le discipline nella stessa giornata. Ora è stata richiesta un’ulteriore riduzione. Inoltre la formula con semifinali e finali, ormai applicata in quasi tutte le discipline olimpiche, dovrebbe aumentarne la spettacolarità.

 

A fronte di questi cambiamenti come cambierà a livello tecnico la preparazione delle gare? Ci saranno cambiamenti anche nella preparazione degli allenamenti?

Gli atleti, soprattutto in campo internazionale, si ritroveranno a dover affrontare anche 4 giorni consecutivi di gara, pertanto sarà necessaria una migliore preparazione sia organica che muscolare. In pratica dovranno essere ancora più allenati per essere performanti al massimo nell’eventuale finale. Se prima era difficile improvvisare una gara, ora diventa impossibile. Altro aspetto importante è la gestione di gara e degli allenamenti relativamente alle prove prettamente organiche, nuoto e corsa, che ora sono quasi consecutive e per questo hanno una notevole influenza reciproca.

 

Questo cambiamento in che modo influirà sulla Federazione? Quali saranno le novità per prepararsi a questo cambiamento?

Per la Federazione i cambiamenti principali sono di carattere tecnico e relativi all’organizzazione gare, per cui sarà fondamentale un buon coordinamento generale da parte di tutto lo staff e una collaborazione da parte degli atleti.

 

Ora la domanda sorge spontanea: secondo te quale sarà il futuro di questa disciplina?

Questa è una domanda cui è difficile rispondere in questo momento. Per sperare di restare nell’ambito olimpico, l’unione internazionale ha deciso che dopo Parigi 2024 la prova di equitazione (problematica per questioni organizzative) verrà sostituita con un’altra disciplina che deve essere ancora definita. Tutti ci auguriamo che questa modifica ci permetta di conservare lo status olimpico.

 

 

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