Il 13 dicembre 2012 ha concluso il suo cammino terreno il generale di corpo d’armata Alessandro Duranti, dirigente appassionato e storico promotore del pentathlon moderno in Piemonte e in Italia. Il presidente della Fipm, Prof. Lucio Felicita, i consiglieri federali, i dipendenti e collaboratori della Federazione, si uniscono al cordoglio dei familiari e ne ricordano la figura attraverso le parole scritte dal figlio del generale, il dott. Giancarlo Duranti.

“Nato a Lombardore, nel Basso Canavese, il 26 maggio 1922, il generale Alessandro Duranti intraprese la vita militare già dal liceo, frequentando la Scuola Militare di Roma. Entrato in Accademia a Modena fra le fila dell’84° corso, fu nominato sottotenente di fanteria meccanizzata nel 1942. Partecipò alla seconda guerra mondiale nei territori dell’Albania; in seguito sopportò 15 lunghi mesi di prigionia al campo di concentramento di Sandbostel (Germania). Da quando Alessandro Duranti rientrò in Patria iniziò per lui una rapida e luminosa carriera, passata attraverso numerosi e prestigiosi incarichi di comando presso importanti reparti operativi: Battaglione “Piave” (Lagunari), Battaglione allievi (Accademia di Modena) , Reggimento ftr. “Liguria”, Reggimento ftr. “Pavia”, Divisione “Cremona”, fino al 1980, anno in cui terminò il suo servizio con il grado di Generale di Corpo d’Armata. Nello stesso anno collaborò alla fondazione della prima società di Pentathlon Moderno a Torino (conosciuta appunto come “P.M.TO.”), di cui divenne Presidente, cooperando alla formazione umana e sportiva di decine di eccellenti pentatleti. Successivamente allo sviluppo dell’attività sportiva in Piemonte divenne dapprima Presidente del Comitato Regionale Piemontese della FIPM, quindi Delegato Regionale della stessa. Insignito dal CONI delle “Stelle al merito sportivo” d’argento e d’oro, è stato dirigente apprezzato, stimato e benvoluto da tutte le persone, sportive e non, che lo hanno conosciuto. Esempio di rettitudine ed operosità per figli, nipoti e per tutti coloro che ebbero la fortuna di conoscerlo, fece del motto : “finché dura l’entusiasmo giovinezza ci accompagna” , il suo vessillo. Nel 1992 , affetto da problemi circolatori, subì un intervento chirurgico dal quale uscì irrimediabilmente menomato nel fisico, tanto da vedersi ridurre progressivamente la possibilità di deambulare. Nonostante la grave menomazione , continuò a seguire con passione le vicende del vasto movimento che aveva contribuito a creare e far crescere. Alessandro Duranti lascia in tutti un ricordo legato alla sua bontà d’animo, alla generosità, allo stile che hanno caratterizzato tutta la sua vita, unitamente alla saggezza e al carisma che hanno sempre contraddistinto la sua forte personalità”.

Giancarlo Duranti

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